Intervista a Gianfranco Viasetti

Un caffè con… Gianfranco Viasetti

Oggi ho il piacere di sorseggiare un caffè in compagnia di colui che, usando il linguaggio corrente del web, può essere definito un influencer. Cioè un professionista che negli anni è diventato un punto di riferimento nel suo settore. Il settore è quello della SEO, e il nome è quello di Gianfranco Viasetti. Ma come spesso accade, chi gode di tanta notorietà è soggetto a ricevere delle critiche… non è vero Gianfranco? Come lo vuoi il caffè?

 


Gianfranco:
In realtà di critiche ne ricevo poche e per di più anonime, competitor che non hanno il coraggio di firmarsi e che non mi danno così la possibilità di replicare. Sono decisamente di più i colleghi e gli utenti che mi ringraziano per quanto hanno appreso leggendo i miei articoli.

Il caffè lo vorrei forte, ristretto e con molto zucchero bianco!

 

Leonardo: Gianfranco, ci conosciamo già da un po’, ma non ti ho mai chiesto come ti sei avvicinato al tuo lavoro. Di cosa di occupavi prima dell’avvento del web?

 

Gianfranco: È una lunga storia. A 18 anni, dopo aver frequentato un corso per programmatore meccanografico IBM, non avendo trovato lavoro in quel settore ho iniziato a vendere libri porta a porta per Rizzoli. Un lavoro terribile durato 10 anni, ma che mi ha insegnato a dialogare con le persone, ad ascoltarle e a capire i loro bisogni. Poi, nel 1973, venni assunto dalla Xerox come funzionario di vendita nella divisione Office Automation. Attività che ho svolto per 12 anni, e negli ultimi 2 mi sono occupato anche dell’addestramento dei clienti che acquistavano sistemi di videoscrittura o personal computer. Mi sento debitore nei confronti di questa azienda per tutto ciò che mi ha insegnato nel settore della vendita, del marketing, della formazione e del customer care.

Nel 1986 mi dimisi dalla Xerox per mettermi in proprio. Erano appena usciti Word ed Excel e, convinto che avrebbero soppiantato rapidamente i programmi di produttività individuale allora molto diffusi (WordStar, WordPerfect, Lotus 123, Multiplan) li acquistai, imparai a usarli e iniziai a proporre alle aziende del Nord Italia corsi di formazione ai dipendenti.

I primi anni furono molto duri, non esisteva internet e per trovare i clienti dovevo fare il porta a porta, ma in fondo ero abituato a farlo. Piano piano riuscii a farmi conoscere e, nell’arco di una decina d’anni, feci oltre un migliaio di corsi. I corsi funzionavano perché, contrariamente ad altri più lunghi e meno costosi, davano ai partecipanti esattamente le informazioni di cui loro necessitavano. Poi, quando arrivò internet, decisi che era giunto il momento di fare il salto di qualità. Il mio sogno era smettere di andare in giro per l’Italia a fare corsi e riuscire a vivere lavorando a casa, nelle ore che mi facevano più comodo: così, decisi di imparare a fare siti web.

Creai il mio primo sito in Flash. Tutti gli amici mi dicevano che era meraviglioso, ma non avevo visitatori. Era introvabile! Capii presto di aver sbagliato qualcosa.

Rifeci il sito con FrontPage, in HTML, e acquistai su alcuni siti americani vari manuali che parlavano di SEO. In Italia non si trovava nulla. Spesi parecchi soldi, ma non furono buttati. Grazie alle informazioni che appresi riuscii in poco tempo a posizionare il sito Viasetti.it ai primi posti di AltaVista (come sai, Google non esisteva ancora). Cominciarono ad arrivare le chiamate e i clienti. Da 8 anni ho un ufficio vicino a casa, dove lavoro insieme a mio figlio e mia figlia. Ecco, questa è la mia storia lavorativa.

 

Leonardo: Beh, una storia di lavoro (e di vita) davvero incredibile e commovente. Volendo ripercorrere il mio percorso lavorativo, ovviamente molto più breve, ricordo che i primi articoli sulla SEO firmati Viasetti li lessi qualche anno fa, quando mi avvicinai per la prima volta al web copywriting. Oggi, come allora, sostieni ancora che i contenuti siano importantissimi per il posizionamento di un sito sui motori di ricerca?

 

Gianfranco: Assolutamente sì! Oggi più di ieri. Non è un caso se Jill Whalen, che per 20 anni è stata una pietra miliare del settore (forse l’unica SEO ad avere una pagina su Wikipedia), ha appeso i guantoni al chiodo. Un paio di anni fa, destando molto scalpore, ha dichiarato: “Smetto di fare la SEO, non servo più. Ormai Google è diventato troppo bravo e i trucchi non funzionano più. Non posso più farmi pagare per fornire informazioni che sono di pubblico dominio. Oggi quasi tutti sanno cosa bisogna fare per posizionare un sito. La cosa più importante è saper scrivere, e questo è difficile insegnarlo.”

Sono molto riconoscente a Jill per tutto quello che mi ha insegnato all’inizio della mia attività SEO.

 

Leonardo: Ora inizio a fare l’avvocato del diavolo, cercando di mettermi nei panni di chi ti critica e a porti qualche “scomoda” domanda. La prima è questa: perché sostieni che fare un sito non dinamico, cioè senza l’uso di un CMS (come WordPress o Joomla) e non responsive (cioè adattabile ai dispositivi mobili) sia la scelta migliore?

 

Gianfranco: È la scelta migliore per quanto riguarda il posizionamento. È comunque difficile rispondere brevemente a questa domanda. Ho pubblicato una decina di articoli (in totale 10/15.000 parole) per tentare di spiegarlo, temo senza riuscirci. Ci provo, ma sarà una risposta non esaustiva.

Il codice di una pagina HTML creata “a mano” è più pulito e “search engine friendly” rispetto al codice che troviamo in una qualsiasi pagina generata da un CMS. Non ci sono le decine di routine e CSS che servono a creare automaticamente menu, pulsanti e altre funzioni dinamiche tipiche di un CMS. Inoltre, con un CMS non sempre riusciamo a ottimizzare correttamente alcuni importanti parametri utili per il posizionamento. In altre parole, i contenuti testuali utili ai motori vengono diluiti e le pagine sono quasi sempre più lente da aprire, e la velocità è uno dei fattori che contano per il posizionamento. Naturalmente esistono molte tipologie di siti che richiedono obbligatoriamente un CMS. Noi non ci occupiamo di questi siti.

Per quanto riguarda il fattore “responsive”, è senz’altro possibile creare un buon sito di questo tipo, ma la maggioranza dei siti responsive che vedo li considero uno svantaggio per l’utente, non un beneficio. Non pochi hanno immagini impossibili da ingrandire, difficoltà di navigazione su alcuni smartphone e altri problemi che inducono il visitatore a cercare il link “Vai alla versione desktop”. Per quanto riguarda il posizionamento, se qualcuno crede che un sito venga penalizzato per il semplice fatto di non essere responsive, continui pure a crederlo. Google ha sicuramente un ottimo motivo per insistere affinché i siti vengano resi responsive: è più facile cliccare sugli annunci AdWords! :)

 

Leonardo: Altra possibile domanda che un tuo detrattore potrebbe farti è questa: su quali punti ritieni che il tuo lavoro di SEO si differenzi, e sia migliore, dell’attività svolta da altri professionisti del settore?

 

Gianfranco: Credo che il mio lavoro di SEO non si differenzi da quello di molti altri professionisti. Ciò che lo differenzia, semmai, è la tipologia di siti su cui viene svolto. Se proprio devo dire cosa mi differenzi dai competitor, direi che è la percentuale dei potenziali clienti cui dico no. Al 95% delle richieste di un preventivo rispondo: “Lasci perdere, butterebbe i soldi dalla finestra. Il sito che intende fare non otterrebbe i risultati che lei si aspetta.”

Ah, c’è un’altra cosa: per posizionare un sito non ricorriamo al link building e non ci facciamo pagare per il mantenimento del posizionamento.

 

Leonardo: Seguo gran parte dei tuoi interventi soprattutto sulla pagina Facebook dello Studio Viasetti, dove posti regolarmente i tuoi articoli e alcune riflessioni sul tuo lavoro. La domanda, quindi, vien da sé: pensi che i social network siano importanti per il posizionamento di un sito sui motori di ricerca o per fare web marketing?

 

Gianfranco: Penso che per il posizionamento i social network servano a ben poco. Per il web marketing invece possono servire, almeno a certe tipologie di aziende. Sicuramente sono utili per consolidare i rapporti con i clienti acquisiti, per fidelizzarli. Ci sono attività, specialmente locali, che possono trarre grandi benefici dai social network e dalla promozione a pagamento della loro pagina o dei post. Ma va visto caso per caso. L’obiettivo primario della nostra pagina Facebook non è trovare nuovi clienti o fare marketing, ma fare divulgazione e educazione. Aiutare gli utenti che hanno un sito o che intendono farlo a non commettere errori, a non cadere nelle grinfie dei tanti millantatori del web che promettono la luna.

 

Leonardo: A proposito dei tuoi interventi su Facebook, alcuni sono dei copia/incolla di email che ricevi dai tuoi potenziali clienti. Ho notato che molti lavori li rifiuti a priori. Che criteri adotti per scegliere i tuoi clienti?

 

Gianfranco: Parte della risposta l’ho data in precedenza. Il 95% dei lavori li rifiuto. Per fortuna ricevo molte richieste, altrimenti sarei senza lavoro. La maggior parte mi chiede un sito e-commerce per vendere articoli impossibili da posizionare (smartphone, computer, abbigliamento, sexy toys, collane fatte in casa, calzature, divani, vini). La risposta in questi casi è: “Lasci perdere! Impossibile rendere visibile un simile sito.”

E naturalmente spiego i motivi. Poi c’è chi chiede un sito tipo Facebook, ma migliore… o di annunci per vendere di tutto e di più. Infine c’è chi vorrebbe dettarci come creare il sito. Secondo te dovrei illudere queste persone dicendo loro che il sito avrebbe successo? Preferisco lasciare a qualche competitor il piacere di farlo. Accetto solo quei clienti che, a torto o ragione, penso potrebbero trarre benefici da un sito creato da noi. Naturalmente qualche volta mi sbaglio, non ho il dono dell’infallibilità! :)

 

Leonardo: Il 2015 sta volgendo al termine. La domanda, di questi tempi, è alquanto scontata, ma te la faccio lo stesso: quali sono, secondo te, le tendenze SEO per il 2016 e gli anni a seguire? In altre parole, cos’altro si inventerà Google per farci impazzire? :)

 

Gianfranco: Penso che non cambierà nulla per chi crea siti con contenuti originali, esaustivi e utili ai visitatori. Credo che chi fa il tuo mestiere servirà sempre di più. Potrebbe cambiare qualcosa per chi utilizza stratagemmi non conformi alle linee guida di Google sulla qualità, ad esempio a chi fa uso disinvolto di link building o che ha registrato centinaia di domini EMD per essere in prima pagina con centinaia di keyword.

 

Leonardo: A un giovane che vuole avvicinarsi al mondo della SEO, che tipo di corsi consigli? Sempre che a tuo parere ce ne siano di validi…

 

Gianfranco: Come probabilmente avrai capito leggendo alcuni miei post, sono piuttosto scettico sui corsi SEO. Davvero non riesco a capire cosa possano raccontare per riempire due giornate. Per iniziare bastano poche informazioni e si trovano ovunque in rete, poi bisogna SAPER SCRIVERE (e per imparare a scrivere, tu lo sai meglio di me, bisogna leggere molto, ma molto), SAPER VENDERE e capire cosa vogliano davvero i visitatori. Un sito dovrebbe essere customer-centric, non company-centric! Infine serve effettuare test, molti test. Pensando ai fogli di calcolo, si diceva: what happens if? Ecco, per imparare a posizionare un sito bisogna chiederci la stessa cosa: what happens if? Cosa succede se provo a cambiare un title, un titolo, la posizione di una parola, di una frase, il nome di un’immagine o di una cartella, se sposto una fotografia in basso (below the fold)… Contrariamente a un foglio di calcolo, ci vogliono giorni per conoscere il risultato di ogni singola azione. Ma, a mio parere, è solo così che si impara.

 

Leonardo: Gianfranco, il caffè sta per finire, e anche la nostra chiacchierata (purtroppo) volge al termine. Ma prima di lasciarci mi piacerebbe con te volgere lo sguardo al futuro. Tu che hai visto nascere e crescere il web, seguendo la sua evoluzione nel pieno della maturità professionale, come te lo immagini tra 20 anni?

 

Gianfranco: Penso che tra 20 anni tutte le aziende ci avranno convinto a installare la loro APP sullo smartphone. Non riesco però a immaginare come potranno trovare posto milioni di icone sullo schermo di un iPhone, e di sicuro io non avrò modo di scoprirlo.

 

Leonardo: È stato veramente un piacere prendere il caffè con te! Grazie mille per la tua disponibilità. Ti auguro buon lavoro e… alla prossima collaborazione! :)

 

Gianfranco: Grazie a te, anche per il caffè. A proposito, io lo bevo a qualsiasi ora, anche alle 2 o alle 3 del mattino! Buon lavoro pure a te.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *