Errori AdWords da evitare: CPC e punteggio di qualità

Errori AdWords da evitare: CPC e punteggio di qualità

Siamo giunti al terzo articolo dedicato agli errori AdWords da evitare, per condurre delle campagne vincenti che ti facciano vendere di più, al minor costo possibile. Nel precedente post ti ho parlato delle parole a corrispondenza inversa, mentre oggi voglio parlarti del CPC e del punteggio di qualità. A tale livello ci si gioca tutto, poiché questi due fattori determinano il successo dei tuoi annunci. Partiamo!

Cosa sono il CPC e il punteggio di qualità AdWords

Il CPC è il costo per clic, vale a dire il prezzo che l’inserzionista deve sostenere nel momento in cui un utente clicca sul suo annuncio. Il calcolo del CPC avviene istantaneamente e dipende da vari fattori. Ed è proprio a questo punto che si può ammirare la grandezza di Google!

Infatti, sia il CPC che la posizione dell’annuncio non vengono influenzati soltanto dalla tariffa massima che l’inserzionista può pagare. Se così fosse, i più “facoltosi” avrebbero sempre e comunque la meglio sugli altri, sostando perennemente in prima posizione e beccandosi la maggior quota di visibilità.

Google, per premiare gli annunci migliori tiene fortemente in considerazione anche il punteggio di qualità AdWords, che a sua volta dipende da tre fattori:

  • il tasso di clic (CTR) dell’annuncio in riferimento alle parole chiave selezionate, rispetto alle percentuali dei competitori;
  • la pertinenza delle parole chiave scelte rispetto agli annunci visualizzati;
  • e ultimo, ma non certo per importanza, la maggiore o minore “qualità” delle pagine di destinazione (o landing page).

Se vuoi saperne di più sul meccanismo premiale adottato da AdWords nelle aste degli annunci, per determinare sia il CPC che la posizione di un annuncio rispetto agli altri, ecco un video esplicativo pubblicato proprio da Google:

 

Primo errore: puntare tutto sui soldi!

Se hai dato uno sguardo al video, ti sarai reso conto che Google prende in considerazione anche altri aspetti, rispetto alla cifra massima che sei disposto a spendere per il tuo annuncio. Ovvio, se hai il braccino corto non c’è strategia che tenga: offrendo molti meno centesimi rispetto alla concorrenza, sarai destinato a essere surclassato dagli altri (ma non è sempre detto, ora te lo spiego!).

L’antidoto a questo errore, è proprio lavorare sugli altri aspetti che incidono sul punteggio di qualità dell’annuncio. Tralasciando per ora il discorso delle parole chiave, vorrei puntare l’attenzione sulle pagine di destinazione, cioè sulle landing page che leggeranno gli utenti dopo aver cliccato sui tuoi annunci.

Secondo errore: usare pagine di destinazione inappropriate

Cosa significa questo? Che devi essere attento a selezionare una pagina del tuo sito strettamente attinente alle parole chiave dell’annuncio, possibilmente con le stesse keyword ripetute in varie parti della pagina (nel title e negli H1 /H2, nei vari paragrafi della pagina stessa).

Inoltre, evita come la peste la soluzione più semplice che può venirti in mente, vale a dire scegliere come pagina di destinazione la home page, anche se parla di tutt’altro! Tale scelta, infatti, inciderà pesantemente sull’esperienza dell’utente e Google se ne accorgerà, abbassando il punteggio di qualità.

Ci sono anche altri fattori che influiscono sulla qualità della pagina di destinazione: tra questi, spiccano la velocità di caricamento della pagina, il fatto che il sito non sia responsive (cioè che non si adatti agli schermi di tablet e smartphone) e la presenza di contenuti pubblicitari (pop-up altamente invasivi e fastidiosi banner).

Conclusioni

In questo articolo ti ho dato qualche dritta relativa agli errori AdWords da evitare, in particolare quelli relativi all’offerta durante le aste degli annunci e la qualità della pagina di destinazione. Nel prossimo, ti parlerò delle estensioni degli annunci. Se nel frattempo ti va di dire la tua, lascia pure un commento e confrontiamoci!

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