Lo stato di illuminazione di un copywriter

Quello che i copywriter non dicono (ma provano)

Lo squillo del telefonino rompe il silenzio scandito dal battito delle dita sulla tastiera. Guardo il display. È il cliente X. Rispondo con il sorriso sulle labbra. È da un po’ che non lo sento: qualche battuta sul tempo, un paio di sfottò calcistici e un’amara riflessione sulla crisi economica. Poi veniamo al dunque: bisogna scrivere dieci articoli sui sistemi di copertura mobili. Che tradotto vuol dire gazebo, tendostrutture e altre strutture del genere. Ci salutiamo, appoggio il telefono sulla scrivania, vado ad accendermi una sigaretta e penso. Inizia così la sequela di emozioni e stati d’animo tipici di ogni copywriter: da quando gli viene commissionato il lavoro, fino alla consegna finale!

 

Capitolo 1: gioia

Ricevere un nuovo lavoro è sempre una gioia, soprattutto per il portafogli. Poi con il cliente X mi trovo davvero bene. È in gamba, ha una web agency dinamica ed è sempre disponibile quando ho dei dubbi. Mi concedo qualche momento di amarcord, che mi riporta alle origini della collaborazione con il cliente X. Un’era fa, quando scrivevo quasi per gioco mentre inseguivo altri sogni. Dopo tanti anni collaboro ancora con lui. Mi sento in piena sintonia con il mondo.

 

Capitolo 2: panico

Finisco la sigaretta. Corro davanti al computer e apro la mail che il cliente X mi ha appena spedito. Sì, sono proprio dieci gli articoli che devo scrivere. Poi visito il sito di tendostrutture e mi rendo conto di non capirci nulla! Panico: non ce la farò mai. Cosa ci scrivo in questi articoli? Che gli racconto a questi? Sono tentato di chiamare il cliente X, ma non mi sembra il caso. Allora gli scrivo. Ma no, avrà da fare! Sono già le 20:00, ed è ora di chiudere. Sì, finisco il lavoro lasciato in sospeso e poi spengo tutto. Ma la mente è già sulle tendostrutture…

 

Capitolo 3: disperazione

La notte porta consiglio, ma non sempre. Pieno di dubbi, di prima mattina decido di iniziare a buttar giù qualche bozza. Ora scrivo un pezzo sui gazebo, poi passerò alle arcostrutture. Ma non sono la stessa cosa?! Ok, approfondiamo dopo. Free-writing: scrivi quello che ti viene, e senza pensarci tanto su. L’ho detto anche al corso di scrittura professionale che tenni lo scorso anno. Che faccio, predico bene e razzolo male?! No dai, è un argomento che non ho mai trattato. E poi non monto mica padiglioni e gazebo, io! Disperato, continuo a scrivere, cancellare e incollare ciò che non ho ancora cancellato. Aspetta, fammi guardare questa pagina del sito, forse mi chiarisce le idee. Niente. Guardo l’ora: già le 11:00? E non ho ancora concluso nulla. Mi decido a chiamare il cliente X. No, invece, resisto e aspetto ancora un po’!

Capitolo 4: illuminazione

In cerca d’ispirazione, mentre inspiro profondamente per rilassarmi, eccola che arriva. È l’illuminazione. Quel momento preciso e inconfondibile che conduce ogni copywriter a riveder le stelle. È arrivata, anche questa volta. Ora, finalmente, ho una visione-globale-del-tutto. Padroneggio la situazione. Detengo la Verità. Le dita danzano sulla tastiera, e i fogli Word si riempiono di parole a una velocità impressionante. Ho finito i dieci articoli. Sono soltanto bozze. Domani le stampo e le riguardo con il giusto distacco. Sì, farò del buon re-writing.

 

Capitolo 5: serenità

Al terzo giorno i testi sulle tendostrutture sono corretti e riveduti. Mi sento sicuro di me stesso. Non credo che ci saranno tante modifiche da fare. Forse qualche fisiologico ritocco. Ci sta! Allego il file Word alla mail e spedisco tutto. Il cliente X di solito risponde subito. Giusto il tempo di una sigaretta, e avrò il verdetto sulle tendostrutture. Ops, volevo dire sugli articoli che parlano di tendostrutture. Controllo la posta. Il cliente X ha risposto. Mi dice che va tutto bene. Gli articoli sono ok e a breve li inserirà nel sito.

 

Capitolo 6: orgoglio

Sono orgoglioso. Di fare questo lavoro, di avercela ancora fatta. Un’altra sfida con me stesso vinta. Un sorriso (ebete) di compiacimento mi si stampa sul viso e non accenna ad andarsene. Ora so tutto sui sistemi di copertura mobili! Ma finiamola qua, è tempo di riprendere a lavorare: domani devo consegnare i testi sul dog sitting. Mi siedo davanti al computer e inizio a scrivere. Ma ecco che squilla il telefono. Guardo il display, ed è…

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