Un caffè con… Maria Grazia Tecchia

Sul sito di Alessandro Scuratti, Comunicaresulweb.com, giorni fa mi sono imbattuto in un post dal titolo accattivante: “Come creare un contenuto che si fa leggere fino all’ultima parola”. Certamente all’altezza delle aspettative, poiché l’ho letto tutto d’un fiato e fino all’ultima lettera! 🙂 La firma non era di Alessandro, ma di una lei: Maria Grazia Tecchia. Come avrai capito, il caffè oggi lo prendo con questa giovane web writer, che scrive molto bene e sa tutto di tecnologia.

 


Leonardo:
Maria Grazia, come lo vuoi il caffè? A proposito, in questo non sono molto tecnologico, uso ancora la moka… A te va bene lo stesso?

 

Maria Grazia: Ciao Leonardo! Da brava casertana non posso che apprezzare il caffè con la moka, e anche se generalmente non ne bevo molto – ma ho notato che gran parte dei tuoi ospiti in questa rubrica finora consuma poca caffeina, vero? – per te faccio volentieri un’eccezione.

Decaffeinato se possibile, e vai di zucchero: lo gradisco dolce.

 

Leonardo: Ecco il decaffeinato. Eh sì, credo che cambierò nome alla rubrica, nessuno prende il caffè! 🙂 Maria Grazia, non nego di essere rimasto sorpreso quando ho scoperto che ti occupi (con successo) di tecnologia a… 360 gradi! Ma i nerd solitamente non sono dei maschiacci poco simpatici, spesso malvestiti e con gli occhi perennemente incollati allo schermo dello smartphone? Che ci azzecchi tu?

 

Maria Grazia: Generalmente sì, hai ragione, e non ti nego che anch’io agli inizi mi sentivo un pesce fuor d’acqua. Ero disorientata, in un mare pieno di “nerd maschiacci” che non celavano quel velo di perplessità che accompagna la lettura della mia firma, ma negli ultimi anni ho notato con piacere che avere lo smalto e portare i tacchi non è più un elemento discriminante nel settore. Ci sono tante ragazze come me con la passione per la tecnologia, e devo dire che anche per me è stata una piacevolissima scoperta.

Del resto, una donna riesce a descrivere minuziosamente ogni aspetto di un dispositivo tecnologico, con quel tocco di creatività e precisione che nelle controparti maschili spesso non riesco a cogliere.

Anche i ragazzi sono molto precisi, intendiamoci, ma generalmente più attenti all’aspetto tecnico e poco all’offrire una bella panoramica globale del terminale in oggetto.

Non so se ho reso l’idea 🙂

 

Leonardo: Perfettamente! Così come ho capito che la tecnologia ormai non è solo uomo. Ma almeno dimmi che la creatività (come la curiosità) è prevalentemente donna! Te lo chiedo contro il mio interesse, per ovvi motivi di genere… Scherzi a parte, secondo te essere donna aiuta a trovare la necessaria creatività per scrivere?

 

Maria Grazia: Credo proprio di sì, come hai appena detto la creatività è donna, no? 😉 Penso che alcune delle caratteristiche insite nella natura femminile – come l’attenzione ai dettagli, la curiosità che spinge a voler conoscere e scoprire sempre di più, la capacità di avere un’opinione su (quasi) tutto, non senza una certa dose critica – siano una buona base di partenza per trovare la giusta creatività anche nel quotidiano.

Ma sono anche fermamente convinta che molto dipenda dal carattere e non soltanto dal genere, del resto conosco uomini che sprizzano creatività da tutti i pori, e donne che sanno essere di una banalità insipida e disarmante…

 

Leonardo: Ora veniamo alle domande “serie”. Non ti spaventare, solo che in questa rubrica cerco di alternare la leggerezza di alcuni aspetti frivoli della vita con l’impegno sociale e professionale (chiamiamolo così!). Vado dritto al punto: come collabori con i tuoi clienti? Hai la partita Iva, o instauri con loro dei contratti di collaborazione più o meno continuativi? E soprattutto, ma sii sincera, qualcuno ti ha mai proposto di scrivere in nero? Non mi riferisco al colore del font che usi, purtroppo…

 

Maria Grazia: Sollevi una questione molto importante per chi fa il nostro mestiere, e sono felice di poter raccontare la mia esperienza. Attualmente ho la partita IVA e collaboro rilasciando regolare fattura, ma soprattutto agli inizi mi è capitato di lavorare in nero. Purtroppo troppo spesso al web writer in erba (o a colui che si avvicina per la prima volta alle nuove professioni del web) manca la percezione di quel che sta facendo, e quindi capita che accetti non solo lavori non in regola, ma anche mal pagati.

La maggior parte delle volte chi commissiona un lavoro creativo non crede particolarmente nelle potenzialità e nei benefici che questo porterà, quindi si tende a concepirlo come un “extra”, che non merita un certo dispendio di risorse, né tantomeno lo scomodo di regolarizzarlo.

A volte mi sono vista respingere anche la possibilità della ritenuta d’acconto, non essendo ancora titolare di partita IVA, quando poi si trattava di una soluzione comoda e vantaggiosa per entrambe le parti.

Da quando ho deciso di non accettare più quei, seppur pochi, lavori pagati in nero e retribuiti pure male, sono più tranquilla e vivo la mia professione in modo più sereno, dando la giusta importanza sia alla regolarizzazione fiscale che al mio lavoro.

 

Leonardo: E io ti dico che fai bene a fatturare tutto! Restando in tema di lavoro, dove scrivi in genere? Voglio dire, hai un ufficio in cui ti rechi tutte le mattine, ti sei ricavata uno studio nella tua abitazione o hai trovato qualche altra soluzione? Te lo chiedo perché in Italia fioccano i coworking, nati per fronteggiare quell’esercito di autonomi senza sede, alla disperata ricerca di un luogo di lavoro che li schiodi da casa. Ammetto di essere uno di quelli… 🙂

 

Maria Grazia: Ottima scelta la tua, ho sempre pensato ai coworking come luoghi ideali per stimolare il lavoro creativo e diligente, ma personalmente lavoro soprattutto da casa. Ho un angolo della camera da letto allestito come ufficio: è il punto migliore perché posso godere di una velocità internet superiore (quando il provider non fa i capricci, nda), essendo direttamente connessa via ethernet.

Ma quando c’è troppa gente in giro per casa, o non riesco a concentrarmi e ho bisogno di cambiare aria, una piazza, un parco o un bar tranquillo spesso si rivelano i posti migliori per lavorare.

 

Leonardo: Se non sbaglio, vivi e lavori in Campania. Una regione che economicamente stenta più di altre a uscire dalla crisi, e in cui la disoccupazione è un problema molto sentito tra i giovani. Secondo te le nuove professioni legate al web, tra cui la nostra, può essere un punto di svolta per far ripartire il Sud e tutto il Belpaese?

 

Maria Grazia: Anche se, facendo un paragone con altre regioni del Sud, attualmente non c’è un numero molto elevato di professionisti del web in Campania, sicuramente un tipo di lavoro come questo può fare molto per i giovani di oggi.

Ed io ne sono un esempio lampante: ho inviato curriculum su curriculum, e quando ho deciso di seguire la mia vocazione e ho provato a richiedere una collaborazione con i giornali locali, la risposta è stata sempre un insopportabile silenzio.

Ti lascio immaginare quanto scoprire che esiste un modo per imparare e lavorare, seguendo una delle mie più grandi passioni, sia stata una gioia immensa!

 

Leonardo: Maria Grazia, quali sono i tuoi progetti per il futuro? Tra un anno o due ti vedi ancora nelle vesti di web writer, o magari impegnata solo a scrivere per il tuo blog?

 

Maria Grazia: Non ho ancora un’idea precisa di quel che sarà, anche perché grazie a questo lavoro ho imparato che spesso le cose che non ti sogneresti mai di fare poi le fai, ti vengono bene e ti piacciono pure 😀

Sicuramente continuerò a scrivere, ma la scrittura spesso prende strade inaspettate: chissà! Di sicuro mi tengo stretta il mio adorato blog, gli devo davvero tanto e sono felice di aver deciso di aprirlo, su suggerimento di Alessandro Scuratti.

 

Leonardo: Qui vige un’unica regola, e riguarda il tempo da dedicare all’intervista/chiacchierata, che coincide con quello impiegato a sorseggiare il caffè. Purtroppo vedo già il fondo della tazzina, segno che bisogna salutarci. È stato veramente un piacere parlare con te. E spero di poterlo fare nuovamente…

 

Maria Grazia: Abbiamo già finito il caffè? Che peccato! Grazie dell’ospitalità e di questa piacevolissima chiacchierata, tornerò a trovarti volentieri!

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