Content marketing: questo (s)conosciuto

Content marketing

Quello del content marketing è un settore che suscita sempre più interesse. Tra le mie attività c’è anche quella di fornire consulenze alle aziende che vogliono intercettare clienti attraverso il marketing di contenuti. Prima di condividere con te qualche riflessione sul content marketing, mi piacerebbe spiegarti (nel caso non lo sapessi già) cos’è e come può essere sfruttato per incrementare il tuo business.

 

Cos’è il content marketing

Il content marketing, o marketing di contenuti, consiste nel creare e condividere dei contenuti multimediali, al fine di intercettare lettori interessati e convertirli in clienti veri e propri. In altre parole, rispetto al marketing tradizionale volto a promuovere la propria attività con una comunicazione persuasiva, con il content marketing l’azienda crea testi, video e audio per risolvere i problemi dei clienti, senza parlare del suo prodotto. Strano, no?

 

Alcune riflessioni

Fin qui la definizione. Adesso mi piacerebbe fare qualche riflessione riguardo al content marketing e alla rivoluzione che sta portando. Premetto che sul web trovi professionisti specializzati in questo tipo di attività. Uno su tutti è il bravissimo Alessio Beltrami, il quale nel sito Contentmarketingitalia.com condivide post, interviste e podcast che spiegano esaurientemente l’argomento.

Le mie riflessioni, d’altro canto, nascono dalla lettura del libro Content Marketing – Promuovere, Sedurre e Vendere con i Contenuti scritto a quattro mani da Luca Conti e Cristiano Carriero.

Fatte le dovute premesse, ecco alcuni punti sui quali ti invito a riflettere.

I clienti (finalmente) non si rincorrono più, si attirano! La prima differenza tra il marketing tradizionale e il content marketing è che con il primo le aziende tediavano il cliente con la pubblicità. Con il marketing di contenuti, invece, al cliente vengono forniti dei contenuti utili per risolvere i loro problemi.

Educare, e poi vendere. Già, risolvere i problemi è la mission del content marketing, grazie a testi e video incentrati esclusivamente sul problema, non su chi li può risolvere (cioè l’azienda stessa). Una volta raggiunto questo scopo, sarà il cliente a rivolgersi di sua spontanea volontà agli “editori” di turno.

Come una casa editrice. Eh sì, le aziende in questo modo diventano dei veri e propri editori, con tanto di produzioni editoriali firmate e (si spera) di qualità. Il salto qualitativo è proprio questo: pensare con la mente di un editore, non di un pubblicitario!

Essere social, ma non per i selfie. I social network, in una strategia di content marketing, giocano un ruolo di primo piano perché veicolano velocemente i contenuti multimediali e creano uno spazio virtuale, dove azienda e consumatore si trovano sullo stesso piano. Usare Facebook o Instagram, quindi, non (soltanto) per il cazzeggio ma per stimolare la conversazione attorno al brand.

Naturalmente, non solo social. Il content marketing trova il suo habitat naturale nel blog, sezione del sito dedicata alla pubblicazione di contenuti “dinamici” rispetto alle pagine istituzionali. Ma il marketing di contenuti è anche un’email spedita agli iscritti di una mailing list, nella quale si affronta un argomento per loro interessante, o un video su You Tube che parla di un problema e della sua soluzione.

Le mie riflessioni per oggi si fermano qui. Se vuoi un esempio pratico di content marketing che funziona, leggi questo post. E se ti va, lascia un commento all’articolo o su Facebook: da buon contenuto da marketing qual è,  questo post lo pubblicherò anche lì!

A presto

Leonardo

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